Accademia Aldo Galli, via Francesco Petrarca 9 - Como
Dalle ore 10.00 alle ore 19.00
L’ottava edizione del Lake Como Design Festival, dal 12 al 20 settembre 2026, indaga il tema scelto per quest’anno, Confine, con una serie di mostre e istallazioni nella città di Como, intorno al suo lago, e per la prima volta in una serie di location inedite a Lecco.
Il Confine immaginato, non solo una linea che divide territori, idee, ma anche uno spazio di relazione, un punto di contatto in cui avvengono incontro, tensione e trasformazione. Un tema che, in questa edizione, si traduce anche in un gesto concreto: per la prima volta il festival supera il perimetro della città di Como e del suo lago, aprendo il proprio programma a una serie di location nella città di Lecco.
Quest’anno, inoltre, Lake Como Design Festival inaugura un percorso espositivo in collaborazione con gli istituti di formazione superiore del territorio: Università degli studi dell’Insubria, Conservatorio di Como, Accademia di Como Aldo Galli/IED - Istituto Europeo di Design e Politecnico di Milano Polo territoriale di Lecco. Attraverso un approccio sinergico che affronta trasversalmente il tema di questa edizione, l’iniziativa mira ad avvicinare le generazioni più giovani al mondo del design, dell’architettura e dell’arte, fornendo esperienze di fruizione culturale dinamiche e stimolanti, con l’obiettivo di diventare non solo un contenitore di cultura, ma anche un attivatore di relazioni a lungo termine.
AFTER EVIDENCE
Accademia Aldo Galli
12-20 settembre 2026
Qual è il confine tra passato, presente e futuro? Non si tratta soltanto di distinguere dove finisce uno e inizia l’altro, ma di riconoscere lo spazio in cui questi tempi si incontrano, si sovrappongono e si trasformano. Un confine diffuso che non separa, ma mette in relazione, in cui le temporalità convivono e prendono forma nel loro intrecciarsi. È in questo punto che si costruiscono le memorie future.
Questa riflessione si sviluppa all’interno del programma dell’ottava edizione del Lake Como Design Festival nel terzo numero di Notes on Plural Intelligences, il progetto editoriale di IED Istituto Europeo di Design creato in occasione del sessantesimo anniversario della scuola.
Questi temi trovano espressione nel progetto espositivo After Evidence: from forensic purpose to public resonance, esito di un percorso di ricerca sugli archivi sviluppato all’interno del progetto di ricerca Sounding Images, Screening Sounds (SISS), un progetto focalizzato sul rapporto tra musica e immagine che è stato ammesso dal Ministero dell’Università e della Ricerca a un finanziamento dell’Unione Europea - NextGenerationEU attraverso il PNRR. La mostra sarà inserita nella cornice degli spazi dell’Accademia di Como Aldo Galli.
After Evidence nasce dall’avvicinamento a un archivio di immagini forensi per restituire a questi materiali una nuova presenza pubblica. Le opere lavorano con frammenti visivi e sonori, dettagli, voci e tracce appena percepibili. Non traducono la materia forense in racconto lineare ma costruiscono una prossimità lenta, in cui guardare e ascoltare diventano modi per sostare accanto a ciò che resta parziale, fragile, non immediatamente deducibile.
Il progetto cresce nel dialogo tra IED e LABANOF–MUSA. Il LABANOF, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, lavora sul corpo e sui resti umani per contribuire alla ricostruzione dell’identità, alla comprensione delle circostanze di vita e di morte e alla tutela dei diritti umani. Da questa esperienza nasce il MUSA, che rende accessibile al pubblico una ricerca in cui scienza, medicina, archeologia, antropologia e responsabilità civile si incontrano. Al suo interno, la CAL, Collezione Antropologica Labanof, una collezione di circa 20.000 scheletri che attraversa un periodo di quasi 2000 anni: non solo una delle più vaste collezioni scheletriche in Europa, ma un patrimonio di tracce attraverso cui leggere, nei segni di violenza, migrazione, salute, malattia e disuguaglianze, la storia della nostra società.
Le immagini forensi qui non sono prove da esibire, ma materiali attraversati da una funzione e dalla responsabilità di osservare, documentare, verificare, riconoscere; After Evidence le accompagna oltre quel primo destino, chiedendosi come ciò che nasce per stabilire una verità possa trasformarsi nello spazio dell’ascolto, dell’attenzione, della percezione e della memoria. Apre il dialogo con il confine inteso come condizione di relazione: tra arte e scienza, gesto autoriale e osservazione forense, passato e presente. Le opere non offrono risposte né trasformano la scienza in metafora ma abitano una soglia di presenza sensibile che riguarda tutti.
Ingresso libero
Per ulteriori informazioni: desk@lakecomodesignfestival.com