Partita di pallone di Mario Radice

Partita di pallone di Mario Radice

Il grande quadro in esposizione presso la sede di Confindustria Como

da  05 nov 2026   a  18 dic 2026

Mostra

Luogo

Confindustria, via Raimondi 1 - Como

Orari

da  05 nov 2026   a  18 dic 2026

Dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 18.00
Sabato e domenica chiuso

Descrizione

Facendo seguito alla fortunata serie di incontri dedicati alla cultura e all’arte, Confindustria Como ha il piacere di presentare al pubblico "Partita di pallone", celebre dipinto eseguito dal maestro comasco Mario Radice nel 1933.
La tela fu realizzata in occasione del concorso "Arte e Sport" promosso dai Sindacati di Belle Arti di Firenze, manifestazione in cui l’opera fu premiata per originalità e bellezza esecutiva.

L’iniziativa di portare all’attenzione della città di Como un dipinto così iconico nasce dal profondo connubio tra cultura locale ed eccellenza manifatturiera del territorio. La scelta di Confindustria Como rispecchia fedelmente il soggetto della composizione, ovvero l’intreccio tra la storia dello sport, in particolare quello comasco, e quella dello sviluppo industriale lariano.

Da un lato vi è il legame con il Como 1907, storica società calcistica associata a Confindustria Como, che il prossimo anno celebrerà il suo 120° anniversario di fondazione: la scena dipinta da Radice (grande appassionato del gioco del calcio) descrive nel dettaglio un attaccante del Como ostacolato da due avversari. Dall'altro, l’ambientazione dell’azione sportiva evoca direttamente la nascita e la rapida espansione dei primi opifici tessili del Novecento. L’azione si svolge infatti nel campetto allora esistente in via Alciato, a lato del futuro Asilo Sant’Elia; sullo sfondo si identificano una struttura a shed riconducibile a una fabbrica tessile e gli edifici dei quartieri Viganò, Trieste e Volta, imponenti complessi residenziali realizzati negli anni ’20 dalla Società Cooperativa Edificatrice per accogliere gli operai delle seterie della zona.

La “Partita di pallone” è universalmente conosciuta come uno dei capolavori dell’arte del ‘900 dedicati agli sport moderni, opera protagonista in esposizioni di grande rilievo culturale. Il dipinto è stato infatti esposto, tra l’altro, nella retrospettiva comasca "Mario Radice 1898-1987" curata da Luciano Caramel nel 2002, nell’antologica "Mario Radice. Architettura, numero, colore" tenutasi al Mart di Rovereto e, nella medesima sede museale, all'interno della recente rassegna "Arte e fascismo", dove spiccava nella sezione tematica dedicata alle discipline atletiche. Nonostante questa straordinaria visibilità, la tela non ha mai beneficiato di una retrospettiva monografica isolata.

L’esposizione presso la sede degli industriali comaschi non solo intende perciò esaltare le radici lariane del dipinto, ma offre l'opportunità inedita di svelarne l'intrinseca complessità. Questa non si esaurisce nel solo, fondamentale passaggio formale tra figurazione e astrazione geometrica, ma risiede anche in un profondo dialogo con il tessuto urbano e sociale della città di Como.

Esposizione a cura di Roberta Lietti.
Progetto allestitivo di Paolo Brambilla.

Mario Radice (Como, 1898 – 1987) è stato uno dei capiscuola dell’astrattismo storico italiano e figura di spicco delle avanguardie europee del Novecento. Fondamentali per la sua evoluzione stilistica sono i viaggi compiuti all’estero tra il 1930 e il 1932 – in particolare a Parigi – che gli permettono di entrare in contatto diretto con la scena internazionale e di frequentare artisti del calibro di Fernand Léger. Al contempo, a livello nazionale, Radice rimane profondamente colpito e attratto dalla rivelazione delle opere di Wassily Kandinsky esposte a Milano. Forte di queste suggestioni, si fa promotore di un linguaggio geometrico puro, sviluppato in uno straordinario sodalizio artistico con i grandi esponenti del Razionalismo architettonico come Cesare Cattaneo e Giuseppe Terragni. Con quest’ultimo collabora eseguendo le decorazioni interne della Casa del fascio di Como (1933-1936), considerata uno dei massimi capolavori del secolo scorso per l'integrazione totale tra pittura e architettura moderna. Invitato più volte alla Biennale di Venezia, Radice ha segnato la storia della critica e del design italiano come instancabile teorico della forma e dello spazio. Per gli straordinari meriti artistici e il profondo impegno civile, ha ricevuto le massime onorificenze del territorio: l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano nel 1973 e l’Abbondino d’oro dalla città di Como nel 1985.  

Ingresso libero